
Finito TRILOGIA DI NEW YORK di Paul Auster.
Dopo Getsemani di Abate continuo a darmi al noir.
Evidentemente in concomitanza con la presenza dei miei malanni ho deciso, non so quanto consciamente, di riempire il mio infinito tempo libero di inquietudine.
Allora, tre mini romanzi (Città di vetro, Fantasmi, La stanza vuota) con i nomi dei protagonisti che si rincorrono dall'uno all'altro a stranire ancora di più il lettore come se ce ne fosse bisogno dopo averlo calato in luoghi dello spazio(le case, le strade, i panorami dalle finestre, New York,Parigi) e dell'anima, allucinati e allucinanti.
Tre spystory si potrebbe dire dato che il nocciolo dei racconti è lo spiarsi reciproco, il continuo cercarsi e trovarsi in situazioni che non hanno nulla di normale. Uno scrittore che per un equivoco si finge detective;un detective che diventa una strana forma di scrittore;uno scrittore che si prende la vita di un altro scrittore scomparso.Non ci sono motivi, c'è invece un'ineluttabilità inspiegabile.
Atmosfere sospese, totale mancanza di particolari, essenzialità e sentimenti fortissimi che strisciano fino ad esplodere; personaggi che non capiscono cosa accade in balia di strani progetti e teoremi decisi da altri; animi tormentati, sensi di colpa e tantissima solitudine.Ecco qua.
Ma perchè sto leggendo queste cose?
Comunque il libro è bello.

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