sabato, luglio 22, 2006


TARTARUGHE SUL DORSO di Stefano Pasetto
Secondo me questo film parla soprattutto di sentimenti da tempo repressi che restano a mezz'aria per un pò prima di esplodere. La storia è un gioco, come lo scarabeo che ci insegna la strada, di incastri di incontri ed occasioni mancate o colte. Due persone,un'aspirante medico e un ex carcerato, si incontrano e si rincontrano varie volte,si amano ma il finale malinconico più che tragico è dietro l'angolo.Il tutto in una Trieste ritratta eternamente in penombra con i riverberi delle luci che si protraggono fra l'aria e il mare.Insomma la poesia non manca e neanche i personaggi ben scritti ed intensi. La Bobulova è sempre brava ed incarna bene una donna tormentata da oscuri sensi di colpa ma coraggiosa; e lo stesso fa Fabrizio Rongione (che, mi ha detto Andrea, ha fatto anche Rosetta)con un portuale-pasticcere-carcerato dall'animo sensibile. Però questa storia aveva, secondo me, bisogno di più semplicità nei modi della narrazione. I continui flashback sono belli ma le inquadrature danno costantemente una sensazione di deja-vu.
Trieste è bellissima.

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