domenica, dicembre 03, 2006

SONO UNA DONNA NON SONO UNA SANTA
(ovvero, non è necessaria la santità per essere onesti)

Io odio il tradimento come concetto sociale, lo trovo cafone, superficiale, egoistico e tremendamente borghese. Adesso va di moda fare presente al mondo se non proprio la verità dell'averlo compiuto almeno la propria opinione favorevole sulla questione. Ci si stupisce se non accade, come si fa a resistere? come si fa a dire di no o a non provarci con la prima preda plausibile che capita sotto tiro? pare un'impresa sovrumana, forse superata solo dall'utopistico progetto di Noexcuses di eliminare la fame nel mondo entro il 2015.
Evidentemente nell'occidente moderno e libertario esiste ancora la necessità di sfuggire a tremendi e coatti matrimoni combinati che imbrigliano gli innocenti abitanti dei nostri paesi la cui unica via di momentanea salvezza sono le scappatelle più o meno regolari con altri affranti prigionieri della nostra società vessatoria. Poveri, costretti a badare a dei figli che non hanno voluto e disarmati di fronte alla pochezza della vita a due (... che loro proprio non se l'aspettavano che la passione sarebbe terminata e avrebbero dovuto far fronte alle difficoltà della quotidianità). Un innoquo divertessement in effetti.
Dico la verità a me l'edonismo ha sempre fatto schifo e lo dico da individualista di fatto, perchè una cosa è credere nelle possibilità del singolo e una cosa è elevare la propria singolarità a monoteistica religione di se stessi.
Quando ci si oppone al consumismo classico, quello degli acquisti merceologici per intenderci, si contesta (semplifico e parzializzo) la riduzione della definizione di uomo a semplice consumatore di beni via via maggiori e alla sua stessa trasformazione in bene materiale. E' giusto contestare tutto questo. Ma poi nella vita privata si è fatta strada(e resto in argomento) il concepire il proprio compagno/a come una merce da spremere e continuare a utilizzare per quel poco che serve mentre si cerca altrove qualcos'altro (un'altra merce?) con cui sostituirlo. Mi spiego: all'inizio è rose e fiori e si parla (chi più chi meno), ci si dedica a salti sul talamo e/o in altri luoghi (chi più chi meno), si condividono tutti gli aspetti della propria vita e si fanno tante cose insieme(chi più chi...lo sapete) etc etc insomma. Poi però questo non dura per sempre, arrivano i momenti tristi, torna la solitudine, non si ha voglia come prima di saltare insieme. A parte che molti a questo punto hanno già introdotto terzi incomodi perchè non essendo capaci di occuparsi di se stessi devono avere più persone con cui distrarsi; a parte questi dicevo, molti a questo punto iniziano a essere insofferenti (e questo è normale) e non avendo culturalmente la nozione di fedeltà, iniziano a sorvolare altri lidi. Chiarisco che non mi riferisco a coloro che dopo avere provato a tenere su i pali che tengono in piedi il tetto della capanna hanno un momento di debolezza(ma UNO) e cedono. Io parlo dei gaudenti stakanovisti delle corna, di quelli che non hanno il coraggio di stare da soli e onestamente dedicarsi solo al sesso (e chi dice niente a tal proposito) ma che vogliono capra e cavoli: il compagno/a ufficiale e l'amante fissa (e qua sono sul punto di vomitare) o meno. Ancor prima del matrimonio la coppia è un'istituzione sociale fondamentale. Come fai ad uscire insieme ad alti accoppiati se non sei accoppiato tu stesso? Come fai a mettere su casa, famiglia e così via? Ci si sposa anche in Chiesa. Ma non è che se non lo si fa cambia qualcosa. Quando si tradisce c'è sempre qualcuno che soffre o che potenzialmente potrebbe soffrire (e per me non c'è alcuna differenza) e questo qualcuno cazzo è la persona che ti è più vicina. L'hai scelta tu, nessuno ti ha obbligato ad entrare nelle relazioni monogame, si può dire prima : "Guarda che io sono per la coppia libera". Ma non credo che ci starebbe tanta gente. Non penso ci starebbe neanche la persona che dovrebbe dirlo perchè una cosa è tradire e un'altra essere traditi. A nessuno piace essere imbrogliato, ma siamo in una società in cui se non sei almeno un pò farabutto non sei considerato furbo. Non si pagano le tasse, si dichiara il falso, si basano rapporti umani sulla più triste utilità. Credo che tutto arrivi dalla stessa matrice. Ci mettono gli uni contro gli altri nel lavoro, in politica, anche dentro le famiglie.
Sono di sinistra mica filoclericale. Non credo nell' "inalienabilità" della famiglia, credo nell'utilità del divorzio, nella libertà di scegliere di restare soli o di basare la propria vita sentimentale solo sul sesso. Ma cazzo un pò di onestà, di senso di responsabilità, di solidarietà al di là della ricerca sterile e triste del piacere immediato dovrebbe spolverare le nostre giornate. Vorrei sentire parlare di più di quant'è bello dire la verità ed essere persone serie e di meno di quant'è bello inculare la gente (scusate il francesismo).
Io non tradisco!

There was a table set up on the corner... - Motel Connection

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